Arte eco-friendly: una chiacchierata con Laura Bergamin

Arte

Da appassionata di arte mi fa sempre piacere avere la possibilità di incontrare un artista emergente, se poi si tratta di entrare in contatto con opere del tutto nuove ed originali, meglio ancora.

Nei giorni scorsi ho avuto l’occasione di incontrare, seppur virtualmente, Laura Bergamin, simpatica artista giramondo, da un paio d’anni residente a Monaco.

Laura Bergamin

Sono rimasta davvero affascinata da cosa si possa creare con del semplice materiale riciclato. Laura riesce infatti a dare letteralmente nuova vita a dei semplici volantini pubblicitari, quei depliant che tutti noi conosciamo e troviamo quotidianamente nelle nostre buchette delle lettere.

Percorriamo insieme il viaggio nell’arte di Laura, dalla Thailandia a Monaco, passando per Lanzarote e con qualche tappa in Italia.

Buongiorno Laura, innanzitutto grazie per aver acconsentito a Munich Magazine di visitare il tuo mondo e partirei subito dalla cosa che più mi incuriosisce: quando hai iniziato a creare e cosa ti ha spinto ad intraprendere il tuo percorso di artista?

Mi è sempre piaciuto “pasticciare” con le mani, fin da giovane ho dipinto, disegnato, creato origami, sculture con la “carta-colla” etc.

La molla del riciclo è scattata dieci anni fa in Thailandia, dove ho vissuto per quattro anni. Dopo un po’ di tempo che vivevo lì, mi ritrovai la casa piena di sacchetti della spesa di plastica e cercai un modo per riutilizzarli e, seguendo un tutorial, cominciai a tagliare strisce dai sacchetti, fare gomitoli e lavorarli con l’uncinetto creando borse, borsette, zaini….fu una scoperta straordinaria ed anche un gran successo.

Le esposi nel mio ristorante ed i clienti, turisti da tutto il mondo, dimostrarono un notevole entusiasmo acquistandole come souvenir e per regalarle al rientro dalla vacanza.

Una volta ritornata in Italia, scopersi che la plastica era finalmente quasi sparita dal commercio e osservai però che le buchette delle lettere erano zeppe di materiale pubblicitario, i semplici volantini colorati che tutti noi conosciamo.

Cominciai a raccoglierli e a creare delle cannucce di carta, arrotolandoli. Iniziai realizzando oggetti di vario genere: cestini, lampade, stelle per Natale.

Un giorno pensai di incollarle su un cartone e si aprì davanti ai miei occhi un nuovo mondo.

L’effetto era incredibile, originale, psichedelico.

Continuai a creare opere nel mio anno di permanenza a Lanzarote, organizzando anche una mostra; poi purtroppo tornai nuovamente in Italia ed i quadri si persero tra i vulcani di Lanzarote.

Da quasi due anni vivo a Monaco di Baviera, dove ho ripreso creando una nuova collezione che spero di poter esporre non appena vi sarà la possibilità.

Autunno a Monaco

Che materiali utilizzi prevalentemente per la creazione delle tue opere?

Per i miei quadri utilizzo solo carta riciclata dai volantini pubblicitari, sfruttando i loro colori originari, e colla vinilica per assemblare.

Le basi su cui lavoro sono diverse, dal cartone al compensato e, ultimamente, tele per pittura con telaio in legno. 

Da dove è scaturita l’originale scelta di utilizzare materiali di riciclo?

In primis perché penso che il mondo sia pieno di materiale che si può riutilizzare in forma creativa.

Cerco di evitare le spese superflue e quando acquisto prediligo farlo ai mercatini dell’ usato, flohmarkt e mi piace l’idea dello scambio e della condivisione di abilità e competenze tra le persone.

Mandala

Hai una location preferita dove lavori ai tuoi progetti?

Non ho un laboratorio, creo in casa.

Mi piace stare in cucina, con una webradio accesa, ascoltando jazz, circondata da finestre luminosissime con vista su un prato enorme.

Una volta terminate, appendo le opere in giro per le stanze…da poco ho allestito una piccola gallery sulle scale.

Quanta improvvisazione c’è nella tua arte?

Inizio quasi sempre da un minimo di progetto che ho in mente ma il risultato finale non è mai come ciò da cui sono partita. 

Le cannucce arrotolate sono piene di colori, di mani, di facce, di fiori, di utensili, di cibo…e non so mai alla fine che tipo di sfumatura creeranno!

Quando finisco un quadro, di solito lo mostro al mio compagno a qualche metro di distanza, comincio a girarlo da tutti i versi finché lui mi dà la sua approvazione su quale sia il verso migliore e viceversa faccio poi io con lui.

Alla fine do il titolo all’opera e a volte ciò richiede un po’ di tempo poiché ogni volta che guardo il quadro mi ispira sensazioni diverse.

Prospettiva Get Up

Guardando alla tua produzione artistica, quali sono i generi e modi espressivi che preferisci?

Ho provato alcune varianti, anche creando una specie di tesserine stile mosaico con le cannucce, oppure arrotolandole a spirale, ottenendo svariati effetti.

In realtà non ho delle preferenze, ogni quadro ha la propria storia, la propria anima ed esprime le proprie sensazioni a seconda di chi lo guarda.

Hai un artista da cui hai preso ispirazione o che porti nel cuore e senti tuo?

Nessuno in particolare, anche se mi piacciono molte correnti.

Qui in Germania ho scoperto le opere di Günther Kieser, le trovo geniali.

Waterfall

In genere, che impressione cerchi di suscitare in chi osserva le tue opere?

Sto lavorando sulla profondità di campo, anche se, come dicevo, non è facile prevedere come sarà il lavoro una volta completato.

Per il momento mi piace che i colori diano delle belle sensazioni e che, osservando un quadro, la gente lo trovi ogni volta un po’ diverso, come se fosse in costante movimento.

Una mia amica ne ha uno appeso in casa, perpendicolarmente al divano e mi dice che ogni volta che si distende e lo osserva, scopre sempre qualcosa di nuovo e prova sensazioni diverse. Questo per me è il massimo che si può ottenere da semplice “cartaccia” di depliant. 

Qualcosa che ti piace particolarmente del tuo modo di fare arte e qualcosa che invece non ti piace o vorresti migliorare?

Mi piace l’imprevedibilità nel comporre e la sorpresa del risultato finale, mi piace avere davanti agli occhi una tela e tante cannucce multicolore, quasi le temo fino a quando non inizio ad incollarle.

Mi piace chiamare la mia arte “il mio yoga”. 

Non mi piace non essere precisa perché questo fa sì che spesso io sia molto critica verso me stessa e le mie opere.

In questo periodo di lockdown ho prodotto molto ed ho cercato di sistemare le opere che non avevano supporti adeguati.

Fuga

Progetti futuri?

Mi piacerebbe tantissimo poter esporre in uno spazio come: un locale pubblico, una galleria, un circolo dove si crea arte.

Per il resto continuo a tagliare, arrotolare, incollare…e immaginare me stessa, un giorno, in una casetta in riva al mare con annesso il mio piccolo atelier e qualcuno che passando faccia capolino a curiosare e a fare due chiacchiere.

Tetto Reciproco

Ringrazio molto Laura per averci raccontato la sua storia, per gli spunti interessanti relativamente al riciclo dei materiali e per averci permesso di utilizzare le foto dei suoi quadri.

Qui sotto potete trovare i link alle pagine di Laura Bergamin ed i contatti dell’artista:

Email: verdinaxtc@gmail.com

Instagram: @verdinaxtc

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Elly

Appassionata di cucina, di gatti, il mio argomento preferito su cui scrivere sono ovviamente le ricette. Scrivo anche di altro, ma solo delle cose che mi piacciono davvero.

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3 Comments

  1. Laura è veramente un’artista. Ha una capacità di reinventarsi sempre. È meravigliosa come le sue opere.

    1. Grazie per il commento! 🙂 Le opere sono davvero fantastiche!

    2. Grazie Lisa, compagna di scuola da piccole e di banchetti a mercatini improbabili…

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